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Un ragazzo diverso dagli altri, un anticonformista che cerca di rendere le sue idee... ma nessuno lo ascolta. Un tipo che richiede serietà e da serietà. Un tipo che richiede rispetto e da rispetto. Un malvagio giovane pret-à-porter.

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mercoledì, 30 gennaio 2008

Simulazione di terza prova: atto primo

Stamattina abbiamo fatto una simulazione di terza prova.
Cinque materie: latino, inglese, geografia astronomica, storia dell'arte, filosofia.
Per latino ho studiato tutto S. Agostino. Però c'era Seneca. Per la precisione, il concetto di tempo in Seneca.
Fortunatamente, però, lo sapevo ferpettamente (o quasi), quindi tutto ok.

Per inglese ho ripetuto vagamente Oscar Wilde. Chiaramente, c'era Wilde. La domanda era molto tosta. Qualcosa tipo il mito del doppio in Dorian Gray, con il particolare rapporto tra bene e male, passato e presente, bellezza e bruttezza (boh, questo l'ho detto io, non ricordo se era così).

Per geografia astronomica non ho ripetuto niente. Ho avuto 8 all'interrogazione di pochi giorni fa.
Sul foglio c'era scritto "Illustra e spiega l'esperienza di Guglielmini". Sulle prime sono rimasto interdetto. Poi ho capito ed ho aiutato chi era in difficoltà (angeeeeeeeel!).

Per storia dell'arte c'era la domanda più bella. Il rapporto tra la vita e le opere di un autore a nostra scelta. Io ho scelto Delacroix ed ho scritto (ovvio) del suo viaggio in Marocco.

Per filosofia c'era una domanda che mi è caduta a pallino. Ieri pomeriggio discutevo con mio padre del copernicanesimo filosofico nella Critica della Ragion Pura di Kant, col ribaltamento del rapporto tra soggetto e oggetto. E cosa è uscito?

Tutto sommato, sembra sia andata bene. Poi vedremo i voti in decimi e quindicesimi.
Per il momento, posso solo sperare.
postato da: Chitarrista alle ore 22:08
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categorie: scuola
martedì, 29 gennaio 2008

Merenda a base di wafer e paracetamolo.
postato da: Chitarrista alle ore 17:40
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categorie: inutility
venerdì, 25 gennaio 2008

Sto compilando Wine da sorgente (per una ragione o per un'altra, non è ancora stato inserito nel repository ufficiale), su MSN non ho un tubo da fare... come posso perdere tempo?

Sto rimettendomi a disegnare.
postato da: Chitarrista alle ore 23:01
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categorie: linux, i have a dream, pseudo pensieri

Isaac Albeniz - Asturias (Leyenda)

Asturias (Leyenda)
Written by Isaac Albeniz.
Guitar arrangement by Francisco Tàrrega.
Played by John Williams
postato da: Chitarrista alle ore 19:25
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categorie: musica

Ci sono quei cinque minuti durante i quali pensi che tutto faccia schifo.
Ci sono quei cinque minuti durante i quali ti ricredi.
Ci sono quei cinque minuti durante i quali ti rendi conto che, dopo tutto, non tutto è male.
Ci sono quei cinque minuti durante i quali ti ricredi e ti convinci che, in effetti, qualcosa di buono c'è.

E poi ci sono quei cinque minuti durante i quali capisci che non tutto è inutile.
Capisci che, sotto certi aspetti, tutto può essere utile.
Capisci che no, non era giusto così. L'errore era tuo.

No, poi ci ripensi.
Batti la testa contro il muro e urli a te stesso.
Ti urli di cambiare idea.
Di tornare come prima.

Ma perché lo fai?
Cosa preferisci?
Le tue idee?
O l'unione?

E, poi, ci ripensi ulteriormente.

A che serve pensare?


Ieri sera ho disegnato.
postato da: Chitarrista alle ore 18:15
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categorie: introspezione, i have a dream
giovedì, 24 gennaio 2008

Riflessione.
Provocazione.
Reazione.
postato da: Chitarrista alle ore 21:34
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categorie: introspezione

La blogosfera... rotola...
postato da: Chitarrista alle ore 20:53
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categorie:
mercoledì, 23 gennaio 2008

Fanculo.
E' da stamattina che mi faccio male ad ogni fottutissimo movimento.
Mo' mi so veramente rotto il cazzo, per poco non mi spezzavo un dito per sedermi. E per poco non mi spaccavo tutti i denti inciampando nella sedia.
Ma veramente fanculo. Fanculo a tutto.
E a tutti, giusto per restare in tema di misantropia.
La gente fa sempre schifo.
Se ne sbatte degli altri... e mi influenza negativamente.

Sono veramente stufo. Voglio un fottutissimo open space. Voglio poter camminare liberamente, impiegare pure mezz'ora per raggiungere il cesso e cagare in mezzo ad una stanza, non me ne fotte.
Mi basta avere spazio. Spazio vuoto.
Solo per me.
postato da: Chitarrista alle ore 19:01
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categorie: introspezione, angolo sfoghi
martedì, 22 gennaio 2008

Eppure, continuo a fottermene della gente.
Però mi incazzo quando non riesco a raggiungere un mio obiettivo.

Sto pensando di migrare il mio blog. Sarebbe già la seconda volta, dopo la prima migrazione da MSN Spaces (ai tempi si chiamava così) a Splinder.

Questa migrazione risulterebbe del tutto indolore, ma sarebbe subordinata ad un mio lavoraccio enorme.
Si, sto pensando di buttare giù una mappata di codice PHP per realizzare una piattaforma blog veramente personale.

Non è troppo difficile, ma certo non è facile gestire la sicurezza.
Quel che è peggio: non è facile trovare il tempo. Devo studiare per un esame.
Mi manca già la voglia, figurarsi se mi metto con la testa su una piattaforma.

Più avanti, forse, se avrò tempo potrò pensare qualcosa.
Intanto resto con questa speranza fissa.

Ovviamente, con l'uso della nuova piattaforma non perderò i vecchi post, anche se impiegherò una vita e tre quarti per trasferirli tutti sul nuovo blog. Ma questo è affar mio, del resto.
postato da: Chitarrista alle ore 23:19
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categorie: angolo sfoghi, trasferimento blog
lunedì, 21 gennaio 2008

Oggi ho avuto difficoltà di comunicazione.
O forse sono trasparente, non lo so.

Cioè, non è solo oggi. E' un po' di tempo, uno strano periodo.
Io parlo, ma nessuno mi ascolta. Tutti si girano dall'altro lato, quasi ad evitarmi.

Non sono sociopatico.

Io ci provo a relazionarmi, ma se vengo rifiutato cazzo devo fare?
Vestirmi da pagliaccio e fare balletti idioti?

No, non è certo nel mio stile.

Poi è anche giusto che mi isoli, eh. Se provo più piacere a parlare con un estintore, ben venga. Specialmente se le persone mi prendono per il culo per qualsiasi parola o difetto linguistico.

O per l'abbigliamento.


Ma, in poche parole... che me ne fotte della gente?
Che me ne fotte degli altri?

Fatemi diventare sociopatico, fate quello che cazzo vi pare.
Ne avrete un altro sulla coscienza.

Uno in più. Un numerino. Un numero, piccolo piccolo, che sta lì, in un angolino, zittino. Che non fa un cazzo, se non parlare con il suo amico immaginario, l'unico che lo ascolta e gli risponde pure, tu pensa.

Siete peggio del miele, però.
No, non dolci. Non sia mai. Avrei già il diabete, 'sto cazzo.

Azzeccosi. Disgustosamente azzeccosi, è questa la giusta definizione.

Rompete il cazzo, vi attaccate, sfottete, rompete di nuovo il cazzo.
Ma chi porco giuda siete, oh?!
Ma affanculo voi e le vostre fottute stronzate, non mi cagate il cazzo.

Poi mi sfottete se mi sfogo. Sti cazzi, voi non lo fate mai? No, voi formate gruppo compatto.
Io sono "quello esterno", "l'asociale" (per voi), quello che va sfottuto perché non si uniforma agli altri.
No, io non mi voglio appiattire.
Ma voi continuate, perché io devo diventare come voi.
Stupido o cosa?

Ma affanculo, va.
postato da: Chitarrista alle ore 23:24
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categorie: introspezione, angolo sfoghi